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Sardegna: storia
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| Sardegna: storia |
La Sardegna ha tracce di insediamenti umani da molte migliaia di anni. Nel 1979 furono trovati resti umani databili al Paleolitico, 150,000 anni a.C. Nel 2004, in una grotta del Logudoro, furono trovate falangi umane databili a circa 250,000 anni A.C.
Nella preistoria gli abitanti della Sardegna svilupparono attività basate sull'ossidiana, una roccia vulcanica usata per la produzione di manufatti nell'età della pietra, e questa attività mise i sardi in contatto con molti popoli del Mediterraneo.
Dal Neolitico all'impero romano, La civiltà nuragica si sviluppò nell'isola. Sono circa 9,000 i nuraghe ancora esistenti sull'isola. Si suppone che, insieme ad altri popoli, i Shardana giunsero in Sardegna dal Mediterraneo orientale. I Shardana, insieme ai Shekelesh e ad altri, strinsero una coalizione di popoli del mare, ma furono sconfitti da Radames III, intorno al 1180 a.C. In Egitto. I Shardana e gli Shekelesh furono chiamati dagli egiziani “il popolo delle isole lontane”, suggerendo che i Shardana fossero già residenti in Sardegna a quei tempi.
La densità, estensione e il numero di strutture rimaste dal periodo neolitico fanno supporre una considerevole popolazione nell'isola. Sono documentati contatti antichi con Creta, con i Fenici (dal 1000 a.C.), che stabilirono un certo numero di porti per il commercio sulle coste sarde. Nel 509 c.C., scoppiò una guerra tra i nuragici e i fenici. Questi chiesero aiuti a Cartagine, e l'isola divenne una provincia dell'impero cartaginese.
Nel 238 a.C. Dopo essere stati sconfitti dai romani nella prima guerra punica, Cartagine dovette sopprimere una somossa di mercenari che non venivano pagati. Roma sfruttò questa opportunità per annettere la Sardegna e la Corsica senza resistenza da parte dei cartaginesi, impegnati nella Guerra dei mercenari.
Tra il 456 e il 534 la Sardegna fece parte del breve regno dei Vandali del Nord Africa, fino a che non fu riconquistata dall'imperatore bizantino, Giustiniano I. In quel periodo un alto numero di Vandali si stabilì nell'isola, il cui DNA è rintracciabile anche oggi nella popolazione. Sotto i bizantini la rappresentaza imperiale era il Giudice, che governava nella città del sud Caralis. La legge bizantina era praticamente inesistente nelle montagne della Barbagia, regione della parte est dell'isola, e regno indipendente tra il VI e il IX secolo.
All'inizio dell'VIII secolo, Arabi e Barbareschi compirono raid in Sardegna. Dopo la conquista araba della Sicilia, nel 832, i bizantini furono incapaci di difendere le province distanti, e così i Giudici assunsero una autorità indipendente. Per assicurare una difesa, divisero l'isola in quattro giudicati (Gallura, Logudoro, Arborea, Caralis). Intorno al 900 i giudicati erano diventati quattro regni indipendenti. In diversi momenti essi finirono sotto il controllo di Genova e di Pisa. La città di Sassari, nel 1290, si dichiarò una repubblica indipendente alleata di Genova. Dopo il 1297, dopo che il papa Bonifacio VIII investì Giacomo II d'Aragona del titolo di re di Sardegna e Corsica, il re di Spagna iniziò una campagna per la conquista della Sardegna in alleanza con il Giudicato di Arborea. Dopo aver sconfitto Pisa, e istituito il nuovo regno di Sardegna sotto la corona di Aragona nel 1324, i rapporti tra alleati non andarono bene, ed essi combatterono per quasi un secolo. Arborea resistette e per un certo periodo prese il controllo di tutta l'isola con l'eccezione delle città di Cagliari e di Alghero. Ma alla fine, l'ultimo governante di Arborea, Guglielmo di Narbona, fu sconfitto definitivamente nella battaglia di Sanluri, il 30 giugno del 1409.
Sotto la dominazione spagnola, i sardi furono regolarmente impiegati nella flotta iberica. Il 7 ottobre 1571, nella battaglia di Lepanto, marinai sardi, a bordo della nave ammiraglia di Don Giovanni d'Austria, fratellastro di Filippo II, abbordarono la nave ammiraglia turca, sopraffacendo l'equipaggio, e decapitando l'ammiraglio. Questa fu la prima volta che la i Turchi furono sconfitti in battaglia dagli europei, avviando così il declino della potenza militare turca.
Nel 1718, la Sardegna divenne un regno “indipendente” sotto la casa Savoia, governanti del Piemonte. Nel 1847 il re Carlo Alberto, dopo la richiesta del parlamento sardo, ordinò la perfetta fusione stra Sardegna e i territori continentali. Nel 1848 varò una costituzione, chiamata Statuto Albertino, che rimase in vigore fino al 1948, quando l'Italia varò l'attuale costituzione repubblicana. Nel 1860, Vittorio Emanuele II, Re di Sardegna, diventò anche il primo re dell'Italia unita, dopo aver conquistato il resto della penisola.
Nel 1948 la Sardegna ha avuto l'autonomia garantita dalla costituzione italiana, con un suo consiglio regionale, un governo e un presidente.
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